Due mesi con Archlinux
lorenzo | Maggio 22, 2008Cambiare distro di riferimento da utilizzare per il lavoro di tutti i giorni può essere un salto nel buio. Per qualche mese ho utilizzato Sidux, una distro fantastica basata su Debian Sid di cui più volte su questo blog ho elogiato le caratteristiche e qualità.
Ma essendo un soggetto instabile, instancabilmente curioso e attratto da ciò che non conosco, ho fatto recentemente uno switch di non poco conto; sono passato a ArchLinux. Di seguito alcune impressioni di questi primi due mesi di prova on-the-road.
Arch non è una distro qualunque ed in effetti non può essere considerata una vera e propria distribuzione (ma tralasciamo tali considerazioni). E’ comunque un interessante combinazione fra una distribuzione con pacchetti precompilati e una più gentoo-style. Da parte mia questo è un punto di forza. I pacchetti precompilati fra l’altro possono in realtà essere utilizzati così come vengono preparati, scaricandoli ed installandoli dal repositories (ufficiali e non), oppure possono essere ricompilati modificando i PKGBUILD che altro non sono se non degli script in bash con tutti i comandi per configurare, compilare ed installare i software in formato sorgente (ma anche binari proprietari come vmware o nero per linux)
Il sistema di gestione dei pacchetti è affidato al noto pacman, un gestore di pacchetti molto efficace su cui non posso che esprimere un giudizio positivo, fermo restando che non possono essere fatti dei paragoni con apt-get o emerge in considerazione della differenza sostanziale che intercorre fra Arch, una Debian o una Gentoo. (non nel senso della qualità ma della architettura di sistema)
Certo è che la distro rincorre il principio del KISS, ovvero del keep it simple stupid: mai acronimo potrebbe essere più azzeccato. Effettivamente Arch è semplice, una volta passato o scoglio della prima installazione che, a onor del vero, non è assolutamente alla portata dei principianti assoluti.
Fatta questa precisazione installare, aggiornare ed effettuare ogni tipo di operazione sul software è effettivamente semplice, alcuni esempi?
Aggiornare il sistema: pacman -Syu
Installare un software: pacman -S <nome pacchetto>
Cercare un software: pacman -Ss <nome pacchetto>
In sé e per sé pacman è molto efficente ma se abbinato a due altri pezzi di software chiamati Tupac e Yaourt le cose migliorano ulteriormente. Prima accennavo infatti ai repositories. Questi sono di due tipi: quello con pacchetti binari precompilati (debian style) e quello fornito da AUR. AUR è un repository con solo i PKGBUILD: ciò significa che installare pacchetti utilizzando questo repository significherà il 98% delle volte compilare del software. I pro:
- Una volta entrato nel meccanismo le cose possono diventare estremamente “divertenti” dal momento che yaourt ti dà la possibilità di cercare ed installare pacchetti utilizzando sia i repository binari che quello offerto da AUR. In quest’ultimo caso fra l’altro sarà data la possibilità di editare “al volo” i PKGBUILD prima di passare alla compilazione ed installazione. Molto comodo se si decide di modificare dei parametri di configurazione per la compilazione del software.
- Il numero di “pacchetti” reperibili attraverso AUR è superiore a quello reperibile attraverso i repository ufficiali (anche se andrebbero fatte delle considerazioni).
- Il software è ottimizzato per la tua macchina.
I contro? I contro sono nel fatto che la macchina deve compilare un software
con tutto il “dispendio di energie” che la cosa comporta. In secondo luogo non sempre i PKGBUILD funzionano (ma questo discorso si può applicare anche ai pacchetti .deb)
Arch è una distro molto veloce, ma veramente molto. Questo grazie sia al fatto che è ottimizzata per architetture i686 sia al fatto che è priva di ammenicoli di vario genere (leggi software inutile). In effetti spetta all’utente decidere cosa installare (cosa molto semplice però non proprio immediatissima).
Prima di concludere e di ricordare a tutti che è disponibile un bel Wiki dedicato ad Arch mi riservo di scrivere (appena ho un paio di minutini) alcune considerazioni sui tanti aspetti di Arch (e di Yaourt o Tupac) che qui ho dovuto omettere per problemi di tempo















ho appena finito di installarla e configurarla appena avrò qualche
dadokkio | Maggio 22, 2008ho appena finito di installarla e configurarla appena avrò qualche momento libero ci smatterò su per benino..
Per ora l’unico problema è stata la tastiera del macbook che mi da un bel po’ di noie a inserire caratteri speciali e qualche aggiornamento in conflitto che al momento ho lasciato li a combattere
Per il resto condivido in pieno l’articolo e sottolineo anch’io il fatto che non è da principianti ma il wiki è veramente ben fatto (quello inglese almeno)
Ironia della sorte ho appena concluso, senza nessun particolare problema,
Th3Bree | Maggio 22, 2008Ironia della sorte ho appena concluso, senza nessun particolare problema, una fresh install di Arch+Xfce su un PIII 450 MHz con l’obiettivo di far girare decentemente applicazioni java (il pc e’ dedicato a mia madre che lo usa per giochi online che purtroppo utilizzano java). A parte il rendering dei font che fa pena (colpa mia che non ho dedicato abbastanza tempo per sistemare la faccenda) direi che in confronto ad altre distro provate la velocita’ salta subito all’occhio.. Senza dubbio e’ la distro piu’ divertente
Ho utilizzato Archlinux per qualche anno e credo che fra
Henomis | Maggio 23, 2008Ho utilizzato Archlinux per qualche anno e credo che fra le distro GNU/Linux sia quella più vicina ai sistemi BSD. Confermo la netta differenza di velocità con le altre distro dovuta a due fattori:
La distro ha pacchetti (e compila pacchetti) ottimizzati per i686 includendo gli opportuni flag per GCC.
Non è general purpose, il sistema te lo costruisci a misura quasi from scratch.
Nulla a che vedere, quindi, con altre distro Ubuntu-like che hanno un target più vasto e quindi devono supportare hardware ed esigenze dell’utente medio tramite l’installazione di default di tanti programmi e programmini.
Archlinux è una distribuzione per chi ama conoscere a fondo il sistema, quindi la consiglierei a chi ha passione e soprattutto…tempo libero!
L'ho provata diverso tempo fa e l'avevo mollata per un
syntaxerrormmm | Maggio 23, 2008L’ho provata diverso tempo fa e l’avevo mollata per un solo motivo. Facciamo un test per verificarlo. Provate a downgradare un qualsiasi programma che avete installato. Magari provate anche a tenervelo mentre aggiornate. Ce la fate?
Il grossissimo difetto che aveva (perché potrebbero essere cambiate le cose) pacman consisteva proprio in questo: non aveva modo di gestire versioni dello stesso pacchetto, eventualmente bloccandole o chiedendo un downgrade. Una cosa che diventa particolarmente scomoda quando, ad esempio, viene pushato dal server una versione aggiornata di un pacchetto che vi fa smettere di funzionare il vostro hardware (chi ha detto ndiswrapper?).
Si ci sono alcuni limiti, ecco perché ho puntualizzato che
lorenzo | Maggio 23, 2008Si ci sono alcuni limiti, ecco perché ho puntualizzato che Arch non è proprio alla portata di tutti. Comunque sul wiki si trova questa paginetta interessante relativa al downgrade dei pacchetti:
http://wiki.archlinux.org/index.php/Downgrade_packages
Da una veloce lettura mi è sembrato piuttsto straightforward tuttavia solo l’esperienza insegna in questo senso cosa lo è da cosa non lo è.
L’altro giorno per esempio mi sono trovato ad effettuare una veloce ricompilazione di nautilus che volevo privo di link alle librerie di tracker o beagle e ho trovato l’operazione piacevolmente semplice.
Uso archlinux da 4 anni, sono passato a questa e
Cristian | Maggio 23, 2008Uso archlinux da 4 anni, sono passato a questa e mi ci sono trovato benissimo.E’ uno spettacolo di distro, facile da usare ed aggiornare (passai da slack ad arch per questo motivo). Riassumendo “grezzamente”,1 solo file di configurazione principale, 1 solo comando per aggiornare il sistema, veloce, ottimo sito/forum in italiano, una distro con la quale si impara ad apprendere dimestichezza con il s.o.
Bye, Cristian
Manualinux il Manuale su Linux http://www.manualinux.com
@ lorenzo Grazie mille delle info, era una cosa che proprio
syntaxerrormmm | Maggio 23, 2008@ lorenzo
Grazie mille delle info, era una cosa che proprio non ero riuscito a fare. Il link al wiki è stato illuminante.
Credo proprio che il mio laptop presto migrerà nuovamente ad Arch
@ sintax etc etc :) è un wiki molto ricco di
lorenzo | Maggio 23, 2008@ sintax etc etc
è un wiki molto ricco di informazioni…c’è anche quello in italiano:
http://wiki.archlinux.org/index.php/Main_Page_(Italiano)
ma dubito che sia altrettanto completo.
Fermo restando che è un bella distro di cui apprezzo
Ork | Maggio 23, 2008Fermo restando che è un bella distro di cui apprezzo la filosofia, andrebbe menzionato il fastidiosissimo problema legato agli upgrade del kernel. Il loro kernel, avendo un nome molto generico (kernel26), a differenza delle grandi distro che inseriscono nel nome anche la versione, e non avendo pacman la nozione di SLOT come Gentoo,
fa sì che non si possano mai avere 2 kernel sulla stessa macchina a meno di fare cose a mano.
Questo è sia un problema in caso di fallimento del nuovo kernel (lasciando l’utente senza kernel funzionante) sia un problema per quello in funzione, perché un modulo caricato dopo l’upgrade sarà cmq del nuovo kernel.
Questo funzionamento non ha nulla a che vedere con il fatto che Arch è un “rollback distribution” né con la filosofia KISS.
Spero non faccia la fine di altre promettenti distro che si sono dimostrate arroganti (parlo della community) nei confronti di suggerimenti che non venivano dalla nicchia dei primi proseliti.
@Ork si questo è un altro "problemino" piuttosto fastidioso. Nella mia
lorenzo | Maggio 23, 2008@Ork
si questo è un altro “problemino” piuttosto fastidioso. Nella mia prova su strada non ne ho fatto menzione perché rientra nelle famose altre “considerazioni” su cui mi sono ripromesso di scrivere qualcosa. A quanto ne so e letto sul forum ufficiale è stato scritto un sempice programmino per fare un backup completo del kernel in uso, per evitare che l’upgrade a quello più recente mandi tutto a carte e quarantotto. Male che vadano le cose in questo modo uno potrà ripristinare le cose allo stato primigenio. Lo script si chiama savekernel ed è reperibile presso questo indirizzo:
http://aur.archlinux.org/packages.php?ID=15004
Si può installare utilizzando Yaourt.
Grazie del suggerimento, sembrerebbe risolvere alcunde delle mie perplessità. L'unico dubbio
Ork | Maggio 23, 2008Grazie del suggerimento,
sembrerebbe risolvere alcunde delle mie perplessità. L’unico dubbio è : che succede se dopo aver fatto l’upgrade del kernel (salvando il salvabile ovviamente) volessi continuare a lavorare con il vecchio e, successivamente inserissi un disco usb con conseguente caricamento del modulo (stavolta nuovo)?
Ripeto mi piace molto, ma su questa cosa del kernel si sono persi in un bicchier d’acqua. Spero non sia una questione “religiosa” altrimenti ho paura faccia la fine della Gentoo post Daniel Robbins
@Ork penso di non essere in grado di rispondere a queste
lorenzo | Maggio 23, 2008@Ork
penso di non essere in grado di rispondere a queste tue giustissime perplessità. D’altra parte - cito Guglielmo da Abaskerville ne Il nome della Rosa - “Caro Adso, se avessi una risposta a tutto andrei ad insegnare Teologia all’Università di Parigi”
Scrive un Archer soddisfatto da diversi anni :) E' vero
jimmi | Maggio 23, 2008Scrive un Archer soddisfatto da diversi anni
E’ vero che pacman non può gareggiare con apt, ma in compenso è una distro che fa esattamente quello che gli chiedo, e niente più. Ho anche messo in linea un piccolo tutorial per portatili HP che potrebbe essere utile a qualcuno 
@jimmi ti dirò, come avevo scritto, in realtà non possiamo porre
lorenzo | Maggio 23, 2008@jimmi
ti dirò, come avevo scritto, in realtà non possiamo porre in essere una vera e propria competizione perché la piattaforma di base è estremamente differente. Apt e pacman insomma potrebbero essere correttamente paragonati e confrontati se entrambi facessero riferimento ad un sistema basato su .deb e debian like.
Ma ovviamente questa è solo uan mia considerazione