Total Linux, nuova rivista dedicata a Linux. Una recensione.
Da qualche giorno attendevo l’uscita di questa nuova rivista dedicata a Linux con un sentimento di curiosità misto a soddisfazione. Il mio semplice pensiero è che se le case editrici investono in una rivista dedicata a Linux allora qualcosa dovrà significare ed è evidente che piano piano il sistema del pinguino raccoglie sempre più consensi. Ma cosa dire allora di questa nuova avventura editoriale?
Total Linux è una rivista che appena comprata si presenta piuttosto bene. Bella la grafica, la copertina ha una bella impostazione, organizzata ed omogenea e la carta ha una buona qualità, niente filigrana come il codice civile annotato che palleggio tutti i giorni. Anche sfogliandola l’aspetto è gradevole, colori vivaci quanto bastano e fotografie (leggi screenshots) di ottima qualità.
Incoraggiato inizio a leggerla e purtroppo la buona impressione iniziale vacilla e uno sconforto indefinito attanaglia le mie membra. Perché? Questo primo numero di Total Linux assomiglia tremendamente ad un allegato, ad uno speciale, ma non ad una rivista dedicata al “mondo del Free Software” come riportato in alto nella copertina.
Premesso che apprezzo la volontà di suddividere gli argomenti in aree tematiche ben precise e che trovo quindi più che appropriato aver suddiviso i contenuti in “sistema”, “crea”, “lavora” e “comunica” ( un criterio logico e razionale come dovrebbe essere), non mi si trova più d’accordo quando scopro nel corso della rivista che si discorre esclusivamente di Ubuntu. Mi potrebbe in astratto andare anche bene ma peccato che si faccia riferimento alla versione 7.04 e da Aprile scorso un pò di cose sono cambiate nel sistema operativo di Mr. Shuttelwoth .Comprendo che i tempi editoriali probabilmente avranno precluso la recensione della 7.10 ma inevitabilmente il neofita si troverà installato qualcosa di già datato (si, nell’informatica 6 mesi sono tanti :)). Ma lasciamo da parte questo aspetto e torniamo ai contenuti.
Perché spendere pagine e pagine con schermate corredate da una succinta descrizione? Insomma gran parte delle applicazioni recensite sono a dir poco banali nel”utilizzo (forse Kino, Hugin e Bluefish sono un pò più tosti). Talvolta anche un neofita con un minimo di esperienza non ha difficoltà a comprendere come masterizzare un cd con gnomebaker o con applicazioni simili che hanno dalla loro, appunto, la massima semplicità di utilizzo. Questa impostazione editoriale l’ho trovata disseminata un pò ovunque. Così come, per inciso, ho trovato a dir poco strane alcune asserzioni relative ai software di masterizzazione laddove si indicano come killer applications Gnomebaker e, udite udite, Xcdroast (!!) (applicativo funzionante per carità ma in fase alpha15 da 3 anni e che impallidisce nei confronti di Brasero o di K3b). Boh.
Va bene, Total Linux è al primo numero e sicuramente migliorerà nelle prossime uscite ma non trovo che sia stato un esordio felice anche in considerazione della concorrenza, tutta di ottima qualità.
Quali sono i punti critici che lo staff dovrà risolvere? Secondo me due. Il primo è relativo al pubblico di destinazione. Se è un prodotto editoriale destinato ai principianti e se veramente vogliamo aiutarli cerchiamo innanzitutto di scrivere di più e di mettere anche qualche comando da terminale, tanto prima o poi dovrà essere utilizzato! Il secondo, fortemente connesso al primo, è quello relativo ai contenuti: innanzitutto non parliamo solo di Ubuntu e di applicazioni GTK+ (perché in questo numero il 90% delle applicazioni sono GTK+) e poi cerchiamo di incuriosire il lettore; non sottoponiamogli solo le schermate del programma, queste alla fine stuccano e fanno perdere valore alle pagine che sfogliamo.
Come nota finale desidererei far notare che il cd allegato sotto linux non può funzionare come si vorrebbe: c’è un bell’autorun.exe
(niente index.html o simili).
In conclusione sospendo il giudizio su questa nuova avventura editoriale. Spero di non venire frainteso: è vero che a me la rivista non è piaciuta neanche un pò ma sono fiducioso che migliorerà molto e che riuscirà a ritagliarsi un posto dignitoso fra le riviste di informatica dedicate a Linux.
Linux non è solo Ubuntu, io ho usato per anni Slackware e poi Gentoo…
Mi ricordo che una volta i tutorial e le riviste per linux erano generiche, con comandi standard di linux e che funzionano su tutte le piattaforme…
Non è piacevole ora leggere howto (che dovrebbero essere universali) farciti di sudo e apt… questo non è linux, sono programmi aggiunti da varie distribuzioni e non uno standard…
Quoto in pieno Dass!
Non si impara Linux imparando esclusivamente una distro, ma con metodologie generiche…….personalmente preferisco riviste come Linux&C. (nonostante i suoi ritardi di pubblicazione).
@Dass e Franz
Nel primo numero di Linux & C. c’era un tutorial su come compilare Enlightenment con ./configure etc etc….i tempi sono cambiati
eh, io invece mi ricordo quando, dovunque mi voltassi, leggevo emerge…
Ah…i bei tempi andati!
Da quel che racconti, sembra quasi che non sia stata scritta da utenti linux…….
forse il dato più lampante è quello di non menzionare K3B come killer application nel campo della masterizzazione…. è una applicazione che spesso si trova nelle box degli utenti che hanno scelto un desktop gnome: un motivo ci sarà, no?
Comunque, forse sarebbe utile mandare un link al tuo articolo in email alla redazione: dato che hai scrutto una critica molto costruttiva potrebbero trarne giovamento!
Scusate l’interevento fuori tono, ma secondo me è assolutamente naturale che una nuova rivista (che deve vendere prima di tutto) si butti su quella che è la distribuzione principale oggi sulla bocca di tutti (mi ricordo una copertitna di PC Professionale con titolone “E io passo a Linux” in cui si spiegava e si allegava Ubuntu).
E poi con la diffusione verso “tutti” di Linux è scontato che escano riviste “for dummies”; immaginate un nuovo utente Linux che compra Linux&C: o si spara un colpo o reinstalla WindowsXP !!
Alla fine, per noi utenti Linux di vecchia data (io sono partito molti anni fa con RedHat, poi Fedora, poi Ubuntu ed ora Debian), l’importanti è che si parli di Linux. Non possiamo pretendere che tutti ne parlino bene nè tantomeno in maniera competente, ma già il fato che se ne parli va bene.
Ciao a tutti,
LAAS
E’ naturale che una rivista miri a raggiungere la maggior parte degli utenti e punti l’attenzione sulla distribuzione che va piu’ di moda in questo momento.
Ricordo atteggiamenti di snobbismo nei tempi in cui Red Hat andava di moda come distribuzione facile da usare.
Penso che la differenza che e’ sempre stata sottovalutata sia tra l’utenza desktop e l’utenza server. Io scelgo Debian, Slackware e FreeBSD per i server e Ubuntu per i client e penso sia giusto avere le proprie preferenze.
Ad oggi un sistema operativo cosi’ eclettico come GNU/Linux non esiste e mi fa piacere che comunque si parli di Linux sottovalutato e relegato a giochetto per occhialuti per anni.
@janskyview
Certo, quando dici che deve raggiungere un più ampio pubblico possibile hai ragione. Perché da un punto di vista editoriale di vendita ha assolutamente senso, però, fermo restando che uno da qualche parte deve cominciare, è più corretto dire: “Oh, questa è a distro di riferimento del momento ma non è la sola…” E poi non ditemi che OpenSuse o Fedora, nelle loro recenti incarnazioni, non sono altrettanto semplici.
@laas
Concordo, parlarne fa bene ed è cosa buona giusta, ma quello che ho sempre ritenuto fondamentale in un qualsiasi prodotto editoriale e l’ho evidenziato nell’articolo è che si stimoli la curiosità del lettore e questo numero di Total Linux è un pò una “scatola chiusa”.
@pythagoreion
Se installi una ubuntu secca k3b non c’è…
grazie per il commento, mi terro’ alla larga da qeusta “nuova avventura editoriale” e me ne resto con la ben nota Linux & C.
@lorenzo
Purtroppo il panorama editoriale su Linux non è, in generale, un granchè (a mio avviso), riassumendo:
- Linux&C: di nicchia, o conosci almeno un po’ gli argomenti trattati oppure è improponibile per la complessità degli stessi (un po’ come leggere “Dev”)
- LinuxPRO: scandalosa, articoli assolutamente inutili con titoloni da effetto.
- Linux Magazine: rispetto a LinuxPRO tratta gli argomenti in modo migliore e stimola abbastanza il lettore, anche se non è possibile che ogni volta che si parla di un software 50 righe vengano dedicate a “come si install” con tanto di apt-get, yum, configure make e make install: e basta !!!!
- Linux Professionale: mai comprato (anche se da quello che ho letto è Suse oriented, a cominciare dai colori), motivo: il prezzo !! Quasi 10 euri !!!
- Total Linux: boh !
Ciao
@laas
Linux Magazine non mi ha mai fatto impazzire ma ha dalla sua una gran varietà di argomenti
Su Linux Pro non mi trovi d’accordo. La trovo estremamente equilibrata. Ma sai i gusti in materia di riviste sono personali…un pò come i gelati
Linux & C.: generalmente è molto tecnica ma è di qualità. Secondo me va bene per gli sviluppatori. Il suo target di mercato sono a occhio e croce gli IT manager e i professionisti.
Linux Professionale: ? …sono 12,50 eurini…forse troppo?
Concordo pienamente con Dass.
Se una rivista vuole conquistare neofiti di linux va bene ma non al costo di presentagli una filosofia sbagliata cioè linux congruo con windows.
Il bello di linux è che non hai limitazioni e puoi capire tutto del sistema …ma come tutto nel mondo non hai niente per niente …. devi faticare un pochetto ad imparare alcune cose … la liberta ha un prezzo come viene spiegato nella mitica prefazione di appunti di informatica libera.
SE vuoi conquistare dei neofiti spiegagli tutto semplicemente poco alla volta partendo dalle basi e non dando niente per scontato …questo è trattarli con rispetto …neofita non equivale a cretino con lezioni del tipo se vuoi inviare un email clicca sul pulsante invia che vedi nella finestra in basso a destra … CONCORDO che non bisogna spaventare un nuovo utente linux con una marea di nozioni che dovrà acquisire nel tempo.. ma se la rivista fa vedere solo qualche finestra e soprattutto fa passare l’equazione Ubunti=linux siamo su una strada decisamente sbagliata ed improduttiva.
Come era il detto …se una persona ha fame non regalargli un pesce , ma insegnali a pescare…COSI LIBERERAI LA SUA CREATIVITÀ’.
@buda
esatto. Noto con estremo piacere che fra persone di buon senso si riesce sempre a trovare spunti per argomenti costruttivi. Questo è lo scopo che ho sempre perseguito.
@lorenzo:
[@Dass e Franz
Nel primo numero di Linux & C. c’era un tutorial su come compilare Enlightenment con ./configure etc etc….i tempi sono cambiati :)]
Si è vero che i tempi sono cambiati ma la sostanza di Linux no: ./configure, make, make install si usano ancora!
Comunque ciò che volevo obiettare è che non si può ridurre Linux a un “clicca pulsante avanti” altrimenti cande nella filosofia Windows.
Come ha detto buda: Il bello di linux è che non hai limitazioni e puoi capire tutto del sistema …ma come tutto nel mondo non hai niente per niente …. devi faticare un pochetto ad imparare alcune cose … e lo quoto in pieno.
@franz
Direi che linux sta evolvendo nel senso migliore. Ovvero si sta strutturalmente stratificando rimanendo da una parte fedele alla linea di comando - che rimane il cuore pulsante del sistema - e dall’altra permettendo all’utenza base “non avanzata” di gestire il sistema con un “clicca pulsante avanti”. Non penso in linea di massima che si stia snaturando anzi…la trovo, ripeto, un’evoluzione intelligente dettata dal fatto, accolto da noi tutti con piacere mi sembra, che la base installata di linux box sta aumentando gradualmente.
non è detto che ogni distro voglia evolversi nella direzione dell’user friendly, della facilità di uso e installazione, nella voglia di essere preinstallata
può essere una direzione, ma non LA direzione
a me non interessa questo e non cerco questo in una distro
è il mio caso, ovviamente
sono molto favorevole alla proliferazione delle distribuzioni a patto che non siano imitazioni tra loro
se ognuna va in una direzione e uno scopo diverso, meglio: son tutti contenti perchè ognuno si trova la distro adatta a sè
io che sino un nubbio la rivista mi è piaciuta molto rispetto alle altre.
@lux
certo, io ho dato una valutazione soggettiva da persona che bazzica nell’editoria specializzata da nove anni…La rivista è ok però ha come difetto principale la monotematicità. Ho comprato il secondo numero (leggi post) e temo che le cose non cambieranno.
Concordo con quanto detto su total Linux e aggiungo:
- 15 su 100 pagine di auto-pubblicita’ di altre riviste dello stesso gruppo editoriale (tra cui Vista Magazine!)
- uso scandaloso delle immagini a scapito dei contenuti.
- volevo mandar loro una e-mail per gridare allo scandalo, ma non hanno neppure un indirizzo e-mail (sic!). Nessun articolo a parte l’editoriale e’ firmato…
mai piu’
io o comprato proprio ieri la nuova ruivista total linux la rivista 100% ubuntu di preciso e la trovo veramente interessante anbche per principiantiche anno appena avuto i primi appproci nel mondo unix (linux)….
vedremo ora nelle prossime edizioni che cosa ci proporanno sicutramente saranno sempre piu complesse arivando al kernel, hacking ecc..
si vedra!!!!!!!…
ragazzi, scusate se intervengo. Sono un anziano (di età) ma neofita di linux. Si ha un bel dire che linux è diventato facile! Ho cominciato con Knoppix trovato su LinuxPro del 2004. Mi ha affascinato ma non sono stato molto costante. Poi ho incontrato Ubuntu che ho caricato su un vecchio pentium 3 ora in disuso. Sul mio desktop (Atlon 2400 MHz 640 Ram 60 Giga di HD) ho in sequenza installato: Ubuntu 6.10 girava perfettamente ma non si installa Skype; ubuntu 7.04 non riconosce la tastiera; lo stesso per Ubuntu 7.10; ora va con Mandriva 2007 spring ma non riesco a caricare Flash Player…… insomma, un calvario!! Le riviste: …. sono per specialisti! I forum…. ho chiesto aiuto per la faccenda della tastiera e mi hanno suggerito di editare un certo file… Ma, scusa come faccio ad editare se la tastiera non da segni di vita? Coclusione: non dite MAI che linux è divento facile! In un cassetto ho un XP originale mai utilizzato….chissà Invio cordiali saluti.