Podcasting in Italia, i si e i no.
| Maggio 4, 2007Insomma il discorso è molto semplice: vuoi fare il podcaster? Bene, accontentati di mettere a disposizione solo la tua voce perché se vuoi uno sfondo musicale al tuo fluire logorroico ecco, le cose si complicano e neanche poco. Difatti, anche se la cosa viene “ignorata” dai più, un sito anche amatoriale che metta a disposizione degli utenti una webradio, una musica di sottofondo alla propria melliflua voce, necessita di una autorizzazione rilasciata dalla SIAE dietro il pagamento di un corrispettivo in denaro. Beh, poco da meravigliarsi, d’altra parte si parla di opere protette dal diritto d’autore!
Quindi salvo che si tratti di opere cadute in pubblico dominio chiunque deve versare un tot alla SIAE. Quanto? Beh, dipende. Dipende dal tipo di sito che hai messo su, dipende dalle tue finalità. Premetto che parto dalla tipica situazione di un privato cittadino che voglia aprire un sito web per metterci un pò di podcasts con della musica di sottofondo. Quindi intanto leggetevi questa pagina della SIAE che trovo sufficientemente chiara e completa. Poi una volta compreso il contesto normativo (per il quale consiglio vivamente anche questa pagina), passate alla pagina specifica per il Podcast da cui si può scaricare il contratto da sottoscrivere ed il report da inotrare annualmente alla SIAE. Per quanto riguarda la pecunia i costi sono riportati nel contratto stesso: si va dalle 130 alle 440 euro annuali a seconda dell’incidenza della musica nel complesso del podcast, ma i dettagli interessanti si comprendono leggendo accuratamente le clausole contrattuali. Come si comprende anche che, se voi riversate in mp3 un brano da un vostro cd e lo mettete sul podcast, oltre alla licenza della SIAE per la musica, se si utilizzano registrazioni originali delle opere (tratte da cd-audio, dvd, siti internet) è necessario prima contattare le case discografiche ed ottenere la loro autorizzazione.
Insomma, in buona sostanza, dopo aver letto tutta questa roba sfido chiunque ad essere invogliato a rendere musicalmente attraente il proprio sito.
CERTO, se lo volete fare lo potete fare legalmente! Per esempio se nessuno conoscesse le licenze Creatice Commons e la musica che viene rilasciata sotto la relativa licenza vi suggerisco caldamente di fare un salto sul sito della Creative Commons Italia e istruirsi come si conviene. Su questo argomento mi riprometto di scrivere qualcosa in futuro.
Senza pretesa di essere completo e/o esaustivo la mia intenzione era di mettere sul chi va la tutti gli ingenui web utenti ( ma ce ne sono ancora?) che, nell’entusiasmo di avere messo su il loro primo sito, avessero la malsana idea di intrattenere i visitatori con della bella musica all’ultima moda senza avere prima bussato alla porta dei legittimi proprietari…meditate gente.















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