Firma digitale, tra poco ci rinuncio
Un anno fa più o meno presi la disgraziata decisione di comprarmi un apparato di firma digitale, pensavo ingenuamente che mi sarebbe servito. C’era nell’aria che le tanto attese innovazioni introdotte dal Codice dell’Amministrazione Digitale avrebbero trovato giusta attuazione nella vita quotidiana del cittadino medio italiano.
Perciò armato delle migliore intenzioni mi reco alla camera di commercio con documento di riconoscimento e sottoscrivo tutto quanto.
Mi consegnano la mia smart card riferendomi che, se volevo, potevano darmi anche il lettore. Io, utente linux, mi dico: “Si, figuriamoci se poi funziona con il pinguino!” Perciò, rifiuto cortesemente e mi acquisto un lettore smart card compatibile, cioè con driver sviluppati per linux. Ecco, da allora ho provato con tutte le mie forze a firmare almeno un documento con la mia firma digitale: “no success” come direbbero gli anglofoni.
Infocamere infatti, la sezione della camere di commercio dedicata alla emissione delle smart card ed ente certificatore accreditato presso il CNIPA, sviluppa solo software per Mac e Windows. Alla fine viene sviluppato attivamente solo la versione per Windows. Non rinuncio e testardo come sono, grazie anche all’aiuto dello sviluppatore di opensignature ( progetto interessante oramai all’ apparenza abbandonato ), quasi ce la faccio
Niente…il problema non è il lettore, che funziona egregiamente, ma sembra che sia il modello della smart card e il file system di allocazione dei dati nel chippettino a creare i maggiori problemi. Ho scoperto ultimamente spulciando la lista degli enti certificatori, che solo la DigitalTrust fornisce software multipiattaforma per la firma digitale. Bene nel caso decidessi di persistere so a chi dovrò rivolgermi!
Non èquesto il luogo per fare polemica sul continuo snobismo delle istituzioni nei confronti delle piattaforme che non siano Microsoft…su questo mi riserverò di commentare altrove.
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